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19 novembre, 2019

Investire nell’innovazione come fattore fondamentale della CRS

C’è una domanda ricorrente negli ultimi anni: è meglio far parlare l’imprenditore o lasciare spazio al manager non familiare? La risposta non è sempre così scontata perché le famiglie imprenditoriali hanno davanti sfide sempre più importanti sia in azienda che in famiglia. In azienda bisogna affrontare la sfida dimensionale, a causa dell’aumento della competizione nel mercato globali e dell’impatto della tecnologia. In famiglia bisogna affrontare la sfida generazionale: l’educazione dei giovani richiede competenze diverse dal passato.

Nell’epoca delle fake news e della diffusione virale delle notizie è fondamentale controllare ciò che di sé viene messo in rete. Dalla capacità di gestire la propria immagine sul Web e di far fronte ad una eventuale crisi, in poche parole dalla web reputation, dipende gran parte anche della competitività di un’azienda.

Ma come rendere questa competitività duratura nel tempo? La risposta risiede nella dimensione internazionale del proprio business e, di conseguenza, nei modelli di governance necessari per affrontare un ambiente sempre più dinamico.

Il Gruppo Greenthesis Spa, nuova denominazione della società Green Holding dopo la variazione sociale, continua a portare avanti in Italia ma anche in Europa la propria mission[1]: la tutela, la salvaguardia e la preservazione dell’ambiente sono parte integrante della vision aziendale e vanno oltre la semplice conformità normativa. Ogni società del Gruppo crede fermamente che l’ambiente sia un diritto fondamentale e la sua tutela un dovere. Le attività di risanamento e di trattamento dei rifiuti consentono di dare nuova vita a territori che altrimenti sarebbero inutilizzabili, con il fine di garantire un futuro sostenibile e sicuro per le generazioni che verranno.

Le società del Gruppo, oltre ad applicare i più elevati standard nel campo della tutela ambientale e delle proprie certificazioni, ha come obiettivo l’implementazione delle proprie prestazioni ambientali attraverso l’applicazione delle migliori tecnologie disponibili e l’impulso alla ricerca nel campo dell’innovazione.

L’innovazione, tanto di servizio, quanto di processo, è un fattore fondamentale della Corporate Social Responsibility (CRS). Le aziende del Gruppo mirano infatti a migliorare e aggiornare costantemente i propri impianti e i propri servizi per restare competitive in settori in continua evoluzione. La direzione verso cui continua a muoversi Greenthesis è quella dell’innovazione e dell’efficientamento dei modelli di gestione dei servizi, sul modello dell’Industria 4.0: diventa quindi sempre più urgente adottare processi di automazione e sistemi tecnologici interconnessi, coniugando qualità ed efficienza con la ricerca continua della sostenibilità economica, sociale e ambientale.

Da cui nasce l’impegno verso la sperimentazione di innovative tecniche di lavoro, sviluppate in stretta collaborazione con i fornitori o attraverso le società controllate dalla Capogruppo.

Ci sono importanti progetti che hanno preso avvio nel 2018[2]: ad esempio nell’ambito dell’implementazione di innovativi sistemi impiantistici presso la piattaforma industriale sita ad Orbassano (TO) è stata effettuata la messa a regime di un nuovo ossidatore termico rigenerativo (impianto RTO - Regenerative Thermal Oxidizer) che sarà utilizzato per trattare termicamente le emissioni captate dalle varie linee operative dello stabilimento e ottenere, quindi, un più elevato livello di efficacia nell’abbattimento dei composti organici volatili. Perseguendo l’obiettivo di rinnovamento costante e di miglioramento tecnologico, la Capogruppo sta ultimando anche l’installazione di una centrale di cogenerazione di ultima generazione presso lo stesso impianto di Orbassano, per renderlo sostanzialmente autonomo dal punto di vista energetico e accrescere la performance dei processi lavorativi in senso quantitativo e qualitativo. Grazie a tale centrale, composta da un motore cogenerativo alimentato a gas metano combinato ad un sistema frigorifero, sarà possibile produrre energia elettrica a sostegno dei cicli produttivi dello stabilimento ed energia termica da utilizzarsi nell’efficientamento del processo di lavorazione dei rifiuti nel comparto biologico, ma anche nella climatizzazione degli uffici e dei laboratori.

Sempre nella primavera 2018 Ind.Eco S.r.l., ha iniziato lo studio di fattibilità e in seguito la progettazione definitiva di un impianto a servizio della discarica che permetta di convertire il biogas prodotto dalla frazione fermentescibile della discarica (FORSU), attraverso trattamenti chimico fisici (purificazione e upgrading) un biometano con caratteristiche del tutto comparabili al gas metano naturale presente nelle reti di distribuzione Snam. Il biometano può essere impiegato, tal quale o miscelato in qualsiasi percentuale con il gas naturale, senza limitazioni tecniche e nessuna modifica tecnologica, nei veicoli già funzionanti a metano per il trasporto leggero e pesante, nella distribuzione urbana delle merci, nel trasporto pubblico e a breve, anche nella meccanizzazione agricola. L’ulteriore innovazione tecnologica apportata da Ind.Eco consiste nel prevedere la realizzazione di un parco fotovoltaico, posto sulle sponde della discarica, la cui produzione energetica sarà auto-consumata nel processo di upgrading del biogas a biometano: tale impianto produrrà un risparmio energetico grazie alla produzione di energia da fonte rinnovabile, e in risparmio ambientale perché non verrà sottratto altro terreno verde.

La ricerca nel campo delle innovazioni ha portato, partire da maggio 2018, ad avviare collaborazioni con le Università nell’ambito della circular economy e della valorizzazione di fonti rinnovabili.

Con l’Università di Salerno, in particolare, è in essere una collaborazione sulla riconversione del biossido di carbonio (CO2) in biometano. Tale progetto mira all’utilizzo del biossido di carbonio rinveniente come sottoprodotto dal processo di upgrading del biogas a biometano al fine della trasformazione della stessa CO2 in biometano attraverso una reazione con l’idrogeno prodotto dall’idrolisi dell’acqua sfruttando energia fotovoltaica.

Con il Politecnico di Milano e l’istituto Ronzoni, invece, si è lavorato ad un progetto finalizzato a testare l’applicabilità di un materiale di origine esclusivamente naturale quale la nano-cellulosa come materiale adsorbente per la rimozione dei micro-inquinanti dalle acque reflue.

Simona Grossi


[1] GH Consolidato Relazione finanziaria 2018_Bilancio_Nota Integrativa v 12 06 2018.

[2] GH Consolidato Relazione finanziaria 2018_Bilancio_Nota Integrativa v 12 06 2018.